mar 14 2016

Corso ONAV Val d’Agri

Category: Newsjaco @ 17:53
La Sala delle lezioni

La Sala delle lezioni

Prosegue brillantemente il Corso ONAV per Assaggiatori di vino iniziato a Viggiano con l’adesione di di oltre 40 enoappassionati.  L’adesione degli allievi è andata oltre ogni più rosea previsione con il fattore non secondario di una notevole presenza di giovani. I corsi si tengono in una sala dell’Hotel dell’Arpa, la cui professionale organizzazione ha notevolmente agevolato il lavoro di logistica e coordinamento svolto dalla dinamica Delegata regionale Antonietta Facciuto. In futuro sarebbe intenzione dell’ONAV di organizzare degustazioni ed eventi in questa struttura, il cui proprietario ha dichiarato, come sempre si deve dire, la propria disponibilità ad accogliere in futuro la sede definitiva della Sezione ONAV Potenza.

Degustazioni ONAV Basilicata

Degustazioni ONAV Basilicata

Già dalle prime lezioni si è consolidato un affiatato gruppo di giovani appassionati animati da grande entusiasmo che seguono con attenzione curiosità le lezioni dei docenti e che si sono dimostrati ansiosi di apprendere e confrontarsi con la complessa materia dell’enologia. In questo campo la competenza si costruisce col tempo e la costanza, restando pronti al confronto. Ma soprattutto con umiltà e disponibilità ad accettare opinioni e pareri diversi dalle proprie convinzioni, sempre difficile da modificare.

Oggi il consumo di vino si è notevolmente contratto ma questo non significa che l’interesse per il nettare di Bacco sia diminuito; invece oggi si beve meno perché si beve meglio, in modo più consapevole ed il consumatore è diventato sempre più esigente nello scegliere vino di qualità.  Bere vino non è una necessità perché il vino non è nutrimento del corpo ma nutrimento dell’anima. Una diffusa conoscenza del corretto modo di avvicinarsi a questa bevanda sarà di grande impulso alla crescita culturale correlata al vino in Val d’Agri, dove di solito  si  è abituati a considerare l’aspetto alimentare del vino, trascurando il lato edonistico , culturale e piacevole che gli sono connaturati.

Dove c’è vino,  c’è cultura – Hubert  de Montille

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feb 21 2016

Al via il II Corso ONAV Val d’Agri

Category: Newsjaco @ 12:42
I lezione del II corso ONAv Val d'Agri

I lezione del II corso ONAv Val d’Agri

Ha preso il via a  Viggiano, ieri 20 febbraio alle 18,00  il secondo corso ONAV per Assaggiatori di Vino organizzato dal Consorzio DOC Terre Alta Val d’Agri con il sostegno del Comune di Viggiano, da sempre impegnato nella valorizzazione dei prodotti tipici del terrtorio e nell’educazione dei cittadini al bere consapevole.

Molto soddisfacente, oltre ogni più ottiimistica previsione, l’adesione di appassionati,provenienti dai vari comuni della valle,  che frequenteranno il corso e che ha avuto la collaborazione dei soci del Consorzio, interessati alla valorizzazione delle qualità proprie dei prodotti viticoli della valle, e che si inquadra nella prosecuzione del lavoro intrapreso dagli Enti locali con il progetto Basivin-Sud.(leggi qui)

La prima lezione ha avuto luogo presso il salone dell’Hotel dell’Arpa, dove, dopo il saluto dell’Assessore Varalla,  la Delegata regionale, Antonietta Facciuto ha spiegato gli obiettivi e le funzioni dell’ONAV, ed ha intrattenuto gli allievi con una lezione introduttiva, parlando della storia e del corretto rapporto del vino con il piacere di berlo.

Degustazione finale di un vino (ovviamente) DOC Terre dell’Alta Val d’Agri dell’Azienda Di Fuccio.

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feb 04 2016

Corso ONAV per Assaggiatori in Val d’Agri

Category: Newsjaco @ 12:25
Corso ONAV per Assaggiatori vino in Val d'Agri a Viggiano

Corso ONAV per Assaggiatori vino in Val d’Agri a Viggiano

L’ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino – organizza in Val d’Agri, ed esattamente in Viggiano presso l’Hotel dell’Arpa, un corso di I’ livello di Assaggiatore Vino, rivolto a tutti gli enoappassionati interessati ad approfondire e specializzare le proprie capacità di conoscenza e valutazione di un vino.

Il Corso, di 18 lezioni, avrà il supporto del Consorzio DOC Val d’Agri ed inizierà venerdi 12 febbraio pv. presso l’Hotel dell’Arpa in Viggiano alle ore 18.00 . la cadenza delle lezioni successive sarà stabilita in accordo con le esigenze degli iscritti.

Con le lezioni dei docenti ONAV  il Corso fornirà un’ottima opportunità per avvicinarsi alla conoscenza del vino, alla sua valutazione ed al corretto modo di berlo e sarà facilmente accessibile a tutti gli abitanti della cerchia di Comuni della Val d’Agri.

Per maggiori informazioni:   potenza@onav.it

Delegata ONAV Basilicata  Antonietta Facciuto 349 1618729

Francesco Pisani   Cell. 338 1898934

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gen 12 2016

La Jancis Robinson parla per noi

Category: Newsjaco @ 13:08
Il Volume del Progetto Basivin Sud

Il Volume del Progetto Basivin Sud

In una recente intervista rilasciata a Wine2wine, la giornalista inglese Jancis Robinson ha parlato dei vitigni autoctoni, ..e sembrava che avesse parlato per noi della Val d’Agri.  Dopo aver pubblicato un corposo volume che illustra le caratteristiche di moltissimi vitigni, ha espresso il suo pensiero circa il rilancio degli autoctoni:

“L’Italia ha una ricchezza enorme, spiegatela meglio ai mercati di tutto il mondo. Bordeaux non è più di moda, voi italiani avete una grande opportunità per colmare uno spazio. Oggi avete un’altra grande possibilità. Quella di tirare fuori dall’oblio i tanti vitigni autoctoni che avete”

E quindi una tirata di orecchi ai nostri amministratori:

“Mi pare che avete un ente di promozione che si chiama ICE e spende i vostri soldi. Io nella mia posizione di esperta non ho alcuna evidenza che l’Ice esista, magari hanno un ufficio a Londra, ma non ho idea. Una volta mi invitavano, mai per eventi interessanti, sembravano piuttosto cose buttate lì una volta all’anno”. Dalla platea parte l’appaluso. La Robinson aggiunge: “Un consorzio veneto mi ha invitato appena 14 giorni prima dell’evento e due giorni prima per una cena. Ecco, credo che serva più programmazione e più lungimiranza. Per fare le cose bene ci vuole tempo”. Spesso mi invitano ad eventi appena pochi giorni prima. Quando il vostro ente pubblico che gestisce la promozione del vino mi invita, lo fa sempre a ridosso degli eventi e le degustazioni sono poco interessanti”.

In effetti è quello che succede in tutte le Istituzioni della Pubblica Amministrazione.. pretesti di spesa senza programmazione e sopratutto senza controllare se dopo la spesa il risultato è stato raggiunto…

La programmazione per la Partecipazione alla collettiva del Vinitaly 2016 rispecchia esattamente questo modo di fare.

Tutta la’intervista pare che si riferisca in modo sorprendente all’ attuale situazione della Basilicata. Qui potete leggere l’intera intervista  (fonte www.cronachedigusto.it)

Con la speranza che questa conversazione possa servire a qualcosa….


dic 17 2015

Serata di degustazione “all’Ottocento”

Category: Newsjaco @ 18:33

Piacevole e distensiva serata all’Ottocento di Grumento Nova, trascorsa nella conoscenza del buon vino e del corretto modo di berlo ed apprezzarlo.

La relazione di Luca Gardini

La relazione di Luca Gardini

Star della serata il Sommelier Luca Gardini, che ha condotto per mano gli intervenuti alla scoperta dei vini seguiti in cantina dall’enologo Fabio Mecca, anch’egli presente- La preparazione tecnica di Gardini. Che è stato anche miglior sommelier del mondo nel 2010, unita alla coinvolgente e trascinante cadenza romagnola, ci ha guidato alla conoscenza dei vini di alcune cantine che l’Enologo Mecca ci ha presentato.

Il Primo vino è stato sicuramente molto originale, essendo ottenuto da uva Passerina, in..trasferta nel Lazio, presso la Cantina Tenuta Santa Lucia, Annata 2014: è risultato molto fresco e diretto,con un buon profumo di fiori bianchi ed un tanto di piccante, che ne arricchiva la beva, nonostante il corpo alquanto esile.

Si è passati poi ad un altro vino dell’azienda campana Villa Dora, 2013, molto particolare perché ottenuto da un uvaggio del ben noto Fiano, in abbinamento ad un autoctono campano poco diffuso, il Caprettone. Il risultato è stato ottimo, dal momento  che le note floreali e medicinali ben si legavano alla morbida tannicità ed al gusto minerale che si  accusava in bocca. Notevole corpo e persistenza,

Si è passati poi ad un altro vino di nicchia, essendo questo un Aglianico 2012 vinificato in bianco.della nota Azienda Paternoster, che pur dichiarando pulizia e nettezza, calava alquanto nella consistenza, e non poteva essere altrimenti, dal momento che, secondo noi, era stato spogliato dei componenti migliori di quell’uva,

Si è quindi passati ai rossi con un Taurasi, Ricordi 2009 dell’Azienda Vigna Villae, dal tipico sentore di mora e liquirizia, con gusto terroso, accompagnato da un frutto corposo amaricante che ben contraddistingue i vini con questa provenienza, come ha ben illustrato Gardini.

La sala del L'Ottocento

La sala del L’Ottocento

E’ stata quindi la volta di un altro Aglianico, questo del Vulture, Az Paternoster, Rotondo 2004, dal vivace colore rosso che non denunciava l’età e la notevole freschezza che ancora esibiva.Al naso un consistente sapore terroso con forti aromi di amarena  e frutti neri. Ancora ruvido al gusto, caratterizzato da un frutto polposo e sentori medicinali di chinotto.

A conclusione della serata ad accompagnare le bottiglie superstiti, un ricco tagliere di prodotti tipici lucani e per chiudere ancora un vino particolare, un moscato di Saracena passito, dell’azienda calabrese Feudi di S.Severino del 2008, che alzava ben 18 gradi, ma molto ben sostenuti dalla notevole acidità e dall’equilibrate note di canditi e leggera resina. E’ stato il complemento ideale per un ottimo panettone artigianale servito in chiusura di serata.

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set 30 2015

L’Aglianico originario della Val d’Agri

Category: Newsjaco @ 12:23
Il Volume del Progetto Basivin Sud

Il Volume del Progetto Basivin Sud

Con la presentazione del volume che riassume i risultati della ricerca, si è concluso il progetto Basivin Sud, la vasta indagine storico-scientifica  sugli antichi vitigni presenti nel territorio dell’antica Lucania, precedentemente identificata come Enotria.

Il progetto, partito nel 2007 per iniziativa del Comune di Viggiano, dell’ALSIA (Agenzia Lucana per lo Sviluppo in Agricoltura)  del CRA (ora CREA-UTV) della Regione Basilicata e con il supporto del Consorzio Terre dell’Alta Val d’Agri, ha delineato nuovi orizzonti per la viticoltura lucana, emersi dall’indagine genetica ed archeologica effettuata in questi anni sui tanti vitigni reperiti nelle antiche vigne di piccoli produttori, custodi di vitigni centenari. La riscoperta del grande passato viticolo di queste terre e l’identificazione di nuovi – ben 32! – Vitigni autoctoni sconosciuti finora, offrono una occasione importante per un grande rilancio del territorio, e conferiscono una profonda identità viticola all’area della Val d’Agri, finora sconosciuta.

Il Pinot e la sua lunga progenie è partito da queste aree prima di raggiungere l’Europa, e non a caso l’Aglianico, originario della Val d’Agri dove era allevato dalla gens romana degli Alli,  ha seguito le sue orme: non si era mai parlato di Aglianico Bianco o di Aglianico dolce precoce finora, ma questa grande bio-diversità, che lo mette alla pari del cugino, dimostra quale grande patrimonio genetico sia diffuso nelle piccole vigne dei vignaioli lucani.

Gli scavi effettuati dall’ENI lungo il corso superiore dell’Agri negli ultimi anni hanno oprtato alla luce evidenze archeologiche di straordinario interesse culturale, conferendo a quest’area interna della Basilicata, da sempre considerata marginale, un valore socio economico ed antropologico insospettato. In realtà l’Alta Val d’Agri, epicentro del Terzo Centro di Domesticazione della vite fin dal primo millennio A.C., è la via portante dei traffici condotti da Enotri, Lucani, Greci e quindi Romani, attraversando un’area di grande interesse economico per questi popoli che vi si erano insediati stabilmente e diffusamente fin dagli albori della civiltà.

Questo il servizio messo in onda della Rai:

Tra gli oltre 40 siti archeologici indagati, tutti dislocati lungo la riva sinistra del fiume,  riferiti a sepolture, fattorie lucane ed enotrie, e villae romane, è di particolare interesse il tracciato della via Herculia, che congiungeva Venusia (Venosa a Grumentum, con la Villa rustica della nobile famiglia dei Praesentes, la cui figlia, Crispina, nota come “l’imperatrice lucana”, era andata sposa all’imperatore Commodo.Sono stati rinvenuti lo spazio residenziale e le aree di lavorazione dei prodotti della fattoria, da inviare poi a Roma. Inoltre, dal punto di vista viticolo, è anche notevole il rinvenimento dei ruderi (con mosaici e fregi) della villa rustica del Maiorano di Viggiano, appartenuta ad un certo Potito, e dove è stato rinvenuto anche uno stabadium, sorta di triclinio semicircolare, dove i romani erano usi dedicarsi agli ozi ed ai simposi. Gli scavi effettuati nelle ville mostrano chiare tracce di tutte le attrezzature impiegate nella coltivazione dell’olivo e della vite, i cui prodotti erano poi inviati nella capitale. Lungo tutto il fiume, di paese in paese, si possono seguire, tramite i cippi di confine, le tante proprietà delle gens  romane, ed una di queste, la gens Allia, aveva fattorie disseminate lungo tutta la Valle superiore dell’Agri, e le cui tracce sono evidenti anche nel toponimo del Paese di Aliano (appartenenza alla gens Allia), nel nome di un fiume Alli e perfino nel nome di un’uva famosa, identificata come “l’uva coltivata dalla “gens Allia” e quindi Allianica. La storia che ci racconta l’Archeologo del CNR dott. Stefano Del Lungo nella sezione da lui redatta è interessante ed affascinante e queste brevi notizie non rendono merito al lungo lavoro da lui svolto in collaborazione don il dott Angelo Caputo del CRA e ben spiegato nella pubblicazione che ne racchiude i risultati. Secondo questo lavoro la direzione dell’espansione dei singoli vitigni è provato dalle Aglianico biancoaree di domesticazione e di conseguenza l’espansione va dalla Terza area (l’Enotria) verso la Quarta (Europa Centro-occidentale) e quindi lo studio fornisce le basi per ridisegnare tutta la mappa dei vitigni europei. Il Pinot sarebbe stato portato alla foce del Rodano dai Focei di Velia, ed anche il Syrah,  che ha origine da un incrocio tra Mondeuse Blanche e Dureza (quest’ultima imparentata per via di un nonno comune all’Aglianico) sarebbe originaria del territorio della Siritide.

Santa SofiaQuale fosse in realtà quell’uva coltivata 2000 anni fa non ci è dato di sapere con certezza, ma sopravvive ancor oggi il suo nome nell’ uva Aglianico, onore e vanto della viticoltura Lucana. Proprio la sua antichità ha permesso la grande biodiversità della specie, che, con la ricerca del progetto Basivin, ha individuato altre due mutazioni, avvenute nei secoli, del clone che oggi costituisce la maggior parte dei vigneti moderni di Aglianico.

Il prossimo passo sarà importante: l’impianto e la propagazione dei vitigni e dei cloni trovati affinchè le aziende interessate possano poi passare alla produzione regolare e costante di vini altamente caratterizzanti il territorio.

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set 16 2015

Pubblicazione delle ricerche sugli antichi vitigni Lucani

Category: Newsjaco @ 20:18
Cartoline di invito Progetto Basivin

Cartoline di invito Progetto Basivin

Cartoline-invito-Basivin_retroSiamo alfine giunti alla pubblicazione dei risultati che la ricerca BASIVIN-SUD ha sviluppato negli ultimi otto anni circa l’identificazione ed il riconoscimento di antichi vitigni presenti diffusamente nei vecchi vigneti della Lucania.

Nel corso del Convegno che si terrà a Viggiano  il prossimo 25 Settembre, gli Enti committenti del progetto, ALSIA, Il Consorzio della DOC Terre dell’Alta Val d’Agri, la  Regione Basilicata ed il Comune di Viggiano, presenteranno la pubblicazione che racchiude tutte le conclusioni alle quali sono giunte le ricerche condotte dagli agronomi del CRA, guidati dal Dott Angelo Caputo, e dagli archeologi del CNR, diretti dal Dott Stefano Dellungo.

Fra i 480 vitigni indagati, molte le sorprese, al di la delle esatte identificazioni di cloni diffusi e conosciuti ma erroneamente  identificati; ben 42 vitigni sono risultati sconosciuti e mai classificati nei data-base del CRA;  ma le maggiori attese provengono da due mutazioni dell’Aglianico, la varietà bianca e quella storica, descritta dal Frojo nel 1870, a maturazione precoce.

Inoltre, dai saggi effettuati con microvinificazioni condotte dagli enologi del CRA, sono risultati di estremo interesse i vitigni bianchi Jusana o Giosana e Santa Sofia, oltre al detto Aglianico Bianco, e fra i rossi, il Mangiaguerra, il Castiglione o Arvino, il Guarnaccino, il detto Aglianico precoce, molto interessante, questo, per l’area della Val d’Agri, situata a 700 mt slm, e quindi con maturazioni problematiche per l’Aglianico normalmente impiantato.

Gli interessati potranno intervenire alla presentazione del volume riassuntivo, che avverrà durante il Convegno.

Progetto basivin sud Viggiano

Progetto basivin sud Viggiano

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lug 22 2015

Le Radici del Gusto Lucano a Viggiano

Category: Newsjaco @ 13:16
Le radici del gusto nell'Appennino Lucano, biodiversità cultura e tradizioni

Le radici del gusto nell’Appennino Lucano, biodiversità cultura e tradizioni

Siamo lieti di invitarvi a partecipare all’evento Le Radici del Gusto:

Locandina Valorizzazione del prodotto tipico – Vino dell’Alta Val d’Agri e Prosciutto di Marsicovetere

Le Radici del gusto dell’Appennino Lucano. Biodiversità, cultura e tradizioni. Valorizzazione del prodotto tipico – Vino dell’Alta Val d’Agri e Prosciutto di Marsicovetere”,

La serata è organizzata dall’Ente Parco Nazionale Appennino Val d’Agri Lagonegrese in collaborazione con il Comune di Viggiano, e si terrà a Viggiano, in data 26 luglio 2015 alle ore 17.30 nello splendido complesso della Villa del Marchese Sanfelice appena restaurata.

In allegato potete leggere la locandina con il programma della serata di cui all’oggetto, inserita nelle iniziative che prevedono un ciclo di eventi  dedicati al tema: “Le Radici del gusto dell’Appennino Lucano. Biodivesità, cultura e tradizioni.”

La serata viggianese sarà dedicata al prosciutto di Marsicovetere in abbinamento con il vino DOC Terre dell’Alta Val d’Agri e la degustazione dei prodotti tipici avverrà con il sottofondo delle note di arpa degli allievi della Scuola di Arpa Viggianese.

 

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lug 21 2015

Pubblicazione della ricerca sui Vitigni Autoctoni Lucani

Category: Newsjaco @ 12:10
Vigneto ai piedi di Viggiano

Vigneto ai piedi di Viggiano

E’ giunta al termine la ricerca commissionata dal Comune di Viggiano, dall’ALSIA e dal Consorzio DOC Terre dell’Alta Val d’Agri al CRA di Turi (BA) ed al CNR di Tito Scalo (PZ). Con un Convegno che si terrà a Viggiano il 25 di Settembre prossimo,finalmente i risultati di otto anni di lavori saranno resi noti per mezzo della pubblicazione di un volume che descrive i vari e complessi aspetti del lavoro svolto.

La relazione sui risultati raggiunti sarà esposta dai principali artefici del notevole lavoro di ricerca effettuato: per la ricerca genetica ed identificazione dei vitigni, il dott Angelo Raffaele Caputo del CRA ; per quanto riguarda invece le ricerche storiche ed i riferimenti culturali, sarà il dott Stefano  Dellungo, archeologo del CNR, il quale, con il supporto del collega agronomo Canio Sabia, ha intessuto la complessa trama della viticoltura Lucana, con particolare riferimento alla storia dell’Agianico.
Le indagini condotte sui vitigni indagati, circa 480, per l’identificazione degli stessi e sulla storia che la vitivinicoltura lucana custodisce da sempre, hanno rivelato un patrimonio di biodiversità straordinario, aspetti culturali inconsueti e vitigni dimenticati che vanno assolutamente salvaguardati e propongono questi ritrovamenti come un eccezionale volano per un rilancio della vitivinicoltura della Val d’Agri.
Particolarmente interessanti sembrano essere l’Aglianico precoce o scerpola, l’Uva antica e il Castiglione tra i rossi mentre promettono interessanti qualità la Giosana, l’Aglianico bianco e la Santa Sofia, tra i bianchi.
A questo punto però, ancora un notevole lavoro attende i viticoltori lucani che dovranno prima propagare le poche viti collezionate e quindi trovare il corretto metodo di allevamento e di vinificazione per valorizzare vitigni le cui caratteristiche sono state finora ignorate.

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mag 11 2015

Addio a Victor Salvi

Category: Newsjaco @ 11:34
Victor Salvi a Chicago

Victor Salvi a Chicago

La comunità viggianese partecipa commossa al lutto che ha colpito la famiglia SALVI.

Il Sindaco Alberti conferisce la Cittadinanza Onoraria a Victor Salvi

Il Sindaco Alberti conferisce la Cittadinanza Onoraria a Victor Salvi

Victor Salvi è morto nella sua casa di Milano, dopo aver speso la sua vita per la musica e l’arpa.

Cittadino onorario della città di Viggiano, da dove le fortune della famiglia Salvi hanno avuto origine, viene ricordato con affetto dalle famiglie De Lorenzo, Pizzo, Iacoletti e Pugliese, alle quali era legato da vincolo di parentela e che ne apprezzarono la grande umanità e le doti di imprenditore votato alla musica. Un particolare abbraccio ai figli Marco e Nicoletta, che spesso furono graditi ospiti presso i familiari di Viggiano.

Emmanuel Ceysson a colloquio con Victor Salvi all'Arcera

Emmanuel Ceysson a colloquio con Victor Salvi all’Arcera

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