Set 09 2017

La speculazione si impadronisce della siccità

Category: Newsjaco @ 10:39
Vite di 8 anni innestata in vivaio con innesto a omega

Vite di 8 anni innestata in vivaio con innesto a omega

Vitigni   resistenti

Ormai  siamo pronti a strumentalizzare anche l’ultima calamità: la siccità! Dal 2007 la Rauscedo divulga la ricerca dell’Università di Milano condotta dal Prof Scienza circa lo sviluppo dei nuovi portinnesti  M (come Milano) volti a migliorare  l’espressione vegetativa, l’espressione produttiva e  lo sviluppo vegetativo delle varietà innestate. Vedi il lin – Quaderni Tecnici N° 17  http://www.vivairauscedo.com/quaderni-tecnici

Ma dopo l’infuocata estate 2017 improvvisamente il Prof Scienza parla dei portinnesti  M come  resistenti alla siccità! Nel Quaderno Tecnico Rauscedo n°17 si può vedere come il carattere “resistenza alla siccità” nella ricerca non è mai nominato e nella tabella delle caratteristiche dei nuovi portinnesti tale carattere sia condiviso anche con i portinnesti tradizionali. Se proprio il Prof Scienza vuole impegnarsi in un’opera meritoria, perché non si dedica ad una ricerca per debellare la Fillossera, per piantare viti franche di piede, abolendo  ogni problema di adattabilità della vite europea ai vari climi e terreni e tornando così ad una viticoltura più autentica.

Vite di 20 anni innestata in campo a gemma-

Vite di 20 anni innestata in campo a gemma-

D’altra parte le attenzioni dei vivaisti sono sempre state rivolte a caratteristche quali la facilità di attecchimento, l’affinita di innesto, la vigoria, la produttività, guardando più i caratteri tecnologici  e morfologici che  quelli enologici. come già successo anche nella conduzione del vigneto, dove sono stati adattati i sistemi di allevamento alle macchine, e non viceversa.

Una seria ricerca volta allo studio di tecniche che abbiano per obiettivo il miglioramento delle tecniche di allevamento della vite ed alla sua salute non è negli obiettivi dell mercato vivaistico. E’ ormai certo che l’innesto in campo di proprie marze su portainnesto radicato migliora enormemente la vita e la resistenza dei nuovi vigneti. Questi  tornerebbero ad essere centenari, conservando una omogeneità ed uno stato sanitario che oggi, già dopo 20/30 anni è scaduto e richiede un reimpianto, come suggerito dalle moderne tecniche vivaistiche.

Le foto non richiedono spiegazioni.


Feb 06 2017

Un pò di chiarezza circa le origini del Sirah

Category: Newsjaco @ 14:47
Il Volume del Progetto Basivin Sud

Il Volume del Progetto Basivin Sud

Il Sirah o Syrah o Shiraz, è uno dei vitigni che dà origine a vini molto ricercati, partendo dall’Hermitage, sua zona di elezione, e diffondendosi in Europa  fino al Nuovo Mondo. Il suo nome ha immediatamente richiamato alla mente mitiche origini orientali, come se la sua origine potesse certificare una capacità di  fornire vini di eccelsa qualità.

Una recente ricerca partita in Basilicata ed esattamente da Viggiano, in Val d’Agri, denominata Basivin-Sud ha prospettato nuovi orizzonti circa le origini dei vitigni tipicamente meridionali, come l’Aglianico, il Greco, il Guarnaccino, il Fiano, ed altri al momento completamente sconosciuti.

La ricostruzione delle parentele genetiche tra vitigni, introdotta con la decifrazione del genoma della vite,  ha designato ilPinot come ilpiù antico progenitore di tanti vitigni diffusi in Europa e non solo. Con una certa fortuna è stato possibile accertare non solo le parentele del Sirah, ma anche i suoi diretti genitori, la Dureza e la Mondeuse  blanche, con tutti i legami che queste varietà hanno con i vitigni centroeuropei, con l’Aglianico e con il Pinot. Tra i vari legami parentali sorprende la scoperta di  un nonno in comune che hanno aglianico, precedente di due generazioni e dureza, scoperta, questa, che pone il vitigno lucano tra gli avi del Syrah.

Questi incroci e trasformazioni sono avvenuti con tutta probabilità in Enotria, dove si ipotizza che il Pinot fosse già in uso dalla prima età arcaica, dove la colonizzazione greca trovò i vigneti coltivati ad oynotron, il palo di vite, e abbia raggiunto il Rodano successivamente, per merito dei Focei che, dalla patria italica, Elea, oggi Velia nel Cilento, nella metà del VI secolo a.C., fondano  Massilia (Marsiglia) trasportando vino, uve e tralci di vite alla foce del Rodano. Lungo questa tratta i vitigni selezionati in Enotria raggiungono la Francia e si diffondono nelle loro terre d’elezione: Dureza e Syrah nell’alta valle del Rodano, il Pinot nero più a nord, in Borgogna. Tra fine VI e inizio V secolo a.C. in Enotria, la prima selezione di Pinot, Dureza, Mondeuse e Syrah potrebbe aver costituito un insieme di varietà riconoscibili come Siriche,

Vite centenaria Vite centenaria di Sirica, oggi denominata Sirah o anche Shiraz o Syrah

Vite centenaria di Sirica, oggi denominata Sirah o anche Shiraz o Syrah

provenienti cioè dalla Siritide. il territorio di Siris-Heraclea – dove il suffisso -ikos indica l’appartenenza di un elemento a un gruppo omogeneo. L’assonanza con “siriaco” (dalla Siria) spiega la confusione nelle fonti latine e successive, alla ricerca di (false) corrispondenze tra Syrah e la città persiana di Shiraz e perfino con l’antica Siracusa. Ancora oggi nel sud Italia antiche viti di Sirah vengono chiamate con l’antico nome di Sirica.

Siriche, Aminae, Lucanum. Dove nasce l’Aglianico

Il particolare pregio di queste varietà si incrementa agli inizi del V secolo a.C. con la dispersione dei Sibariti, che si stanziano nell’entroterra dopo la distruzione della loro colonia. Con loro, nelle valle fluviale dell’Akiris (oggi Agri) interne all’Appennino lucano, nasce la tradizione delle Amineae: termine che designa un gruppo di vitigni eccezionali per resa produttiva e durata del vino, tanto da diventare in età imperiale una sorta di marchio di garanzia, riportato “in etichetta” sulle anfore vinarie. Nello stesso territorio il Lucanum (vinum) indica altre varietà viticole locali non ancora diffuse, selezionate da famiglie di imprenditori agricoli come le gentes Apicia, Pompeia e Caedicia. Fra queste troviamo l’Aglianico, geneticamente preesistente, ma “scoperto” e diffuso dalla gens Allia nel I secolo a.C., trasferitasi dopo l’eruzione del Vesuvio in Irpinia e nell’Alta Val d’Agri (come testimoniano le epigrafi, in unione a diversi toponimi, dal fiume Alli all’abitato di Aliano). Sebbene la conformazione fisica della valle ostacoli i collegamenti con l’esterno, quest’area si identifica nella prima età imperiale come uno dei fulcri produttivi d’eccellenza della Lucania. Nel I secolo a.C. il potente Marcus Valerius Messalla Potitus vi fonda un’azienda agricola sperimentale con vitigni provenienti dall’antica fortezza ionica di Lagaria per produrre il Lagarinum, vino di riconosciute proprietà terapeutiche secondo la medicina del tempo.

La ricerca ovviamente continua, con la speranza di poter individuare, attraverso l’indagine genetica, più precisi legami parentelari dei tanti vitigni che costituiscono un invidiabile patrimonio di diversità genetica del territorio lucano.

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Gen 05 2017

Buon Compleanno all’ONAV

Category: Newsjaco @ 21:10

I  65 anni dell’ONAV

Molto bello lo spettacolo coreografico svoltosi ad Asti per celebrare i 65  anni di vita dell’Organizzazione Nazionale  Assaggiatori  di Vino. Spettacolo di eleganza e leggerezza  direttamente collegato alla vita della vite prima e del vino che ne deriva poi.  L’ondata di rinnovamento introdotta dal Presidente Intini  si riflette in ogni nuova iniziativa, intesa  a dare nuova linfa  alle manifestazioni  volte al corretto modo di avvicinarsi al vino, alla sua conoscenza  ed a diffondere le giusten modalità di consumarlo .

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Dic 13 2016

Finalmente l’Aglianico del Vulture DOCG

Category: Newsjaco @ 12:26
Aglianico del Vulture DOCG

Aglianico del Vulture DOCG

Bella serata di degustazione quella trascorsa il 9 us. presso il Salone del Grande Albergo di Potenza, in occasione della quale sono state presentate le prime uscite dell’Aglianico del Vulture DOCG Superiore.
Finalmente questo grande vitigno tipico della Basilicata ottiene il suo giusto riconoscimento con la sigla DOCG con la quale dovrebbe esprimere tutte le sue potenzialità al massimo livello qualitativo.
Sette delle migliori aziende del Vulture hanno presentato per la prima volta ai tecnici ed al mercato le proprie emissioni di Aglianico del Vulture Superiore ed è stata una bella soddisfazione assaggiare un ventaglio di vini di qualità veramente notevole, nella quale sono emerse le notevoli possibilità di crescita di questo potentissimo vitigno.
Il primo vino alla mescita è stato l’Eleano 2013, dal colore ancora giovane, alquanto tenue, come tenui e sottili sono i profumi che giungono al naso, ma ben percepibili, dominati da sentori di more e spezie. In bocca è fine, speziato, persistente.
Il secondo  vino assaggiato è Le Drude 2012, dell’Azienda Agricola La Luce. Scuro ed impenetrabile, spesso, ha una sua rudezza che ci riporta ai vini più originali. Molto sapido, si percepisce un tannino giustamente giovane con sentori terrosi, muschiati, che ancora si devono affinare.
Quindi assaggiamo il Martino DOCG 2011, alla vista rosso giovane e brillante, fine, è esitante nell’esprimere gusto e profumi, i quali vengono fuori alla distanza, con un ricco ventaglio aromatico e gusto pieno, balsamico, con spezie e confetture ed una nota iodata molto tipica. Bella stoffa e persistenza.
È la volta dello Stupor Mundi 2011 dell’Azienda Carbone Vini dal colore luminoso, rosso ancora giovane. Notevoli emissioni olfattive di frutti rossi, ribes, empireumatico, ricchezza di sensazioni che ritroviamo al gusto con tannini ben levigati, integrati in una complessità notevole.
Viene servito quindi il Basilisco 2012, della stessa Azienda che esibisce una potente espressione di Aglianico, dal colore intenso ma luminoso e pulito, intensità che ritroviamo anche al naso con bouquet complesso e sentori iodati e speziati, caratteristici, corrispondenti anche al gusto franco, leggermente amaro, asciutto e di corpo.
Si serve ora il Serpara 2011 di Terra degli Svevi, dal colore vivace e brillante con profumi tipici balsamici e speziati. Il vino evolve bene con gusto pieno, che conserva una certa rotondità e morbidezza. Di buona stoffa.
Chiude la degustazione La Firma 2012 della Cantina del Notaio, dal colore rosso porpora impenetrabile. I sentori  floreali si alternano con profumi terrosi e balsamici, poco integrati con il gusto rotondo e di lampone e confettura che si evidenzia in bocca.

Nel complesso, ripetiamo, la percezione del notevole livello qualitativo che ci fa ben sperare per un futuro roseo del nostro vitigno.

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Ago 07 2016

Ritorna Vino sotto le Stelle 2016 a Viggiano

Category: Newsjaco @ 18:18
Vino sotto le Stelle 2016 a Viggiano

Vino sotto le Stelle 2016 a Viggiano

Anche quest’anno, il 20 e 21 di Agosto, torna la manifestazione enogastronomica organizzata dal Consorzio Terre dell’Alta Val d’Agri, con il sostegno del Comune di Viggiano. Una occasione imperdibile per godere della frescura dei 1000 metri del centro lucano, assaporando i piatti della tradizione contadina e approfondendo la conoscenza della locale DOC. Enzo Scivetti sarà la guida che vi condurrà in un conoscenza più approfondita delle peculiarità dei vini prodotti in un territorio tanto particolare.

Vi aspettiamo numerosi

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Lug 24 2016

A Sicilì il Cilento Summer Festival

Category: Newsjaco @ 12:21
Cilento Summer Festival 2016

Cilento Summer Festival 2016

Quando nel 2006 registrai il dominio  www.dietameridionale.it  ero già convinto che non si dovesse equivocare chiamando Mediterranea la dieta che fa capo alle nostre origini contadine:la dieta Mediterranea non può essere greca, tunisina o di qualunque altro paese eminentemente mediterraneo, ma solo ed esclusivamente del nostro meridione d’Italia.

Logo Cilento Summer Festival

Logo Cilento Summer Festival 2016

Cilento Summer  Festival  è una bella iniziativa che potremmo definire gastroculturale la quale, sotto la spinta del dinamico Nicolangelo Marsicani, riprendendo quanto sopra esposto, ci propone un viaggio in commistione tra cibo e cultura nel nome di questa tradizione le cui radici affondano nella più genuina tradizione contadina del meridione italiano.

Il cibo è rappresentato dai prodotti tipici che sono le colonne portanti della dieta mediterranea, il pane, l’olio il vino.

La cultura e invece rappresentata dall’iniziativa degli organizzatori di accomunare i prodotti di un antico territorio, una volta chiamato Enotria e successivamente definito Lucania, che oggi è diviso tra due Province, quella di Salerno e quella di Potenza. Ci pare una iniziativa di notevole interesse culturale, dal momento che pone a confronto prodotti originati da una stessa matrice storica, r nel quale le esperienze saranno, finalmente insieme nel confronto e non contro nella rivalità, per ampliare orizzonti, esperienze e conoscenze e crescere tutti.

Le giornate del Cilento Summer Festival si svolgeranno nel caratteristico Borgo di Sicilì Morigerati dal 28 al 30 Luglio prossimi

IL PROGRAMMA

*GIOVEDÌ 28 LUGLIO 2016 – SICILÌ

ore 20.30 – Piazza Umberto I
L’ORO DEL MEDITERRANEO: l’olio e l’olivo nella letteratura, nella storia, nel mito e nelle tradizioni popolari a cura dell’antropologo Vincenzo Lovisi
Al termine… pan con l’olio!

*VENERDÌ 29 LUGLIO 2016 – SICILÌ

ore 18.30 – Centro di aggregazione sociale San Biagio, Sicilì
MARKETING Vs. SOCIETING: vino, mercato e società nei tempi della rete
con Cono D’Elia, Alex Giordano, Maria Teresa Cuomo, Andrea Giuliano e Corrado Martinangelo

ore 19.00 – Centro di aggregazione sociale San Biagio
Raccolta vini per il Concorso “Il MIO vino…”

ore 19.30 – Ex Scuola Elementare
PERFORMANCE LIVE a cura di Innocenzo Bortone

ore 20.00 – Piazza Umberto I
APERTURA BANCHI DI ASSAGGIO: vini, pani e olii

ore 20.00 – Centro di aggregazione sociale San Biagio
I VINI ESTREMI
a cura di Accademia Le Ali di Mercurio
Intervengono: Prisco Apicella, Giuseppe Capo, Alessandro Leoni, Vincenzo Mercurio
Modera Enrico Malgi

ore 20.30 – Piazza Umberto I
Presentazione del libro “La terra delle piccole lune” di Pasquale Carelli, Edizioni dell’Ippogrifo
Gerardo Russo intervista l’autore

ore 21.00 – Centro di aggregazione sociale San Biagio
I VITIGNI AUTOCTONI DEL CILENTO: L’AGLIANICONE
Incontro e degustazione a cura dell’associazione Le terre dell’aglianicone

ore 21.00 – MUSICA IN PIAZZA a cura di Katia Cioffi Trio
Katia Cioffi: voce
Giovanni Crescenzi: basso
Umberto Elia: pianoforte

*SABATO 30 LUGLIO 2016 – SICILÌ

ore 18.30 – Centro di aggregazione sociale San Biagio
DIETA MEDITERRANEA: IL PANE E IL VINO
con Valerio Calabrese, Daniela Palma, Antonio Pellegrino, Maria Rina, Erasmo Timoteo, Giovanna Voria Modera Luciano Pignataro

ore 19.30 – Ex Scuola Elementare
PERFORMANCE LIVE a cura di Innocenzo Bortone

ore 20.00 – Piazza Umberto I
APERTURA BANCHI DI ASSAGGIO: vini, pani e olii

ore 20.00 – Centro di aggregazione sociale San Biagio
Verticale I VINI DEL CAVALIERE
a cura di Francesco Continisio – Scuola Europea Sommelier, Dante Stefano Del Vecchio e Stefania Annese – Gambero Rosso Roma
Modera Luciano Pignataro

ore 21.00 – Centro di aggregazione sociale San Biagio
Verticale AZ. AGRICOLA SAN SALVATORE 1988
a cura di Francesco Continisio – Scuola Europea Sommelier, Dante Stefano Del Vecchio e Stefania Annese – Gambero Rosso Roma
Modera Luciano Pignataro

ore 21.00 – MUSICA IN PIAZZA a cura di Pietro Paolo Antonucci, Fisarmonicista

ore 22.00 – Piazza Umberto I
Premiazione Vincitore/i del Concorso “Il MIO vino…”

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Lug 04 2016

I prodotti Tipici Val d’Agri protagonisti a Eataly a Bari

Category: Newsjaco @ 13:08
La Piazza dei Produttori di EATALY Bari

La Piazza dei Produttori di EATALY Bari

Con il progetto “Sorprendente Basilicata” di Fondazione Eni Enrico Mattei in collaborazione con “Eataly Porta del Sud”  si registra il notevole interesse suscitato  dai Prodotti Tipici e dagli ottimi vini Lucani, in particolar modo quelli della Val d’Agri, presentati dagli stessi produttori ai clienti di EATALY nella propria sede di Bari. Il mese di luglio sarà, infatti, dedicato al territorio e ai prodotti culinari ed enologici della Basilicata. Il visitatore, accompagnato dal racconto dei produttori lucani, presenti nella “Piazza dei Produttori” del punto vendita Eataly di Bari, sarà invitato a fare esperienza della “Sorprendente Basilicata”, una terra ricca di risorse enogastronomiche ma anche di luoghi, tradizioni, cultura e tipicità ancora da scoprire. I momenti di degustazione saranno inoltre accompagnati da eventi e manifestazioni di promozione e valorizzazione.

Questo il Programma per seguire gli eventi di assaggi allestito da EATALY Bari per le Serate di Degustazione:

LA CENA DELLA PIAZZA €5   Data: venerdi’ 15 luglio  Ore: 21.00 Sala Congressi  

Protagonisti della Cena della Piazza di questo mese gli amici della Basilicata che ci permetteranno con il loro ricco paniere di prodotti di vivere un’esperienza culinaria senza pari. In una sola serata potremo assaporare tutto quello che di buono la piazza dei produttori offre questo mese: i pregiati salumi della tradizione, i prodotti caseari realizzati con cura e passione, i cereali e i legumi binomio perfetto per un nutriente primo piatto lucano. Non mancheranno i gustosi sottoli lucani e tutta l’arte dei prodotti da forno. A breve menu’ completo, vini inclusi. In occasione dell’azione di sostegno nei confronti dei piccoli produttori lucani, promossa dalla Fondazione Eni Enrico Mattei, il contributo di partecipazione alla cena sara’ di soli € 5,00 anziche’ € 25,00. Lo scopo di tale impegno da parte della FEEM e’ la scoperta di un territorio ricco di storia, natura e tradizioni attraverso la ricchezza enogastronomica.

Il Lucanico alla degustazione

Il Lucanico alla degustazione

Il Lucanico e L’Akiris saranno protagonisti la sera del 18 Luglio alle 20,30 sulla Sulla Terrazza a Mare per L’Incontro con il Produttore.  Sara’ l’occasione per gustare i pregiati prodotti caseari degli amici del Caseificio Pace, tutta la bonta’ del pistacchio di Stigliano proposto in un interessante primo piatto e viaggiare attraverso la Val D’Agri alla scoperta dell’antichi vitigni lucani e conoscere il lavoro in vigna e in cantina degli amici della Cantina L’Arcera.

Quindici i produttori lucani coinvolti nel progetto: Azienda agricola Fagiolo d’Oro, Cantine Pisani, Cantina L’arcera, Panificio Villone, Salumi di Boccetta, Sapori Gallicchiesi, Italmiko, Azienda agricola Castelluccio, Caseificio Pace,La Calvellese Pasta, Cantina  Al Giardino del Principe, Cantine De Blasiis, Cantine Di Fuccio, Pistacchio di Stigliano,Azienda agricola Maro.

Inoltre, durante tutto il mese di Luglio, i visitatori sono attesi al banco di degustazione per un assaggio  gratuito di Lucanico e di Akiris.

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Mag 27 2016

Enzo Scivetti a tutto Chablis

Category: Newsjaco @ 21:43
CHABLIS  PIC Grand Cru

CHABLIS PIC Grand Cru

Ottima degustazione esplicativa e rappresentativa delle possibilità di questa regione.  Guidati dal come sempre competente Enzo Scivetti, abbiamo avuto modo di giudicare in sequenza cinque espressioni di Chablis della stessa maison, la Albert Pic – vini di una pulizia, equilibrio ed eleganza assoluta, (si potrebbe dire forse troppo perfettini?) ma completamente espressivi  del terroir.

Petit Chablis ’14 – si parte dalla prima classificazione e ci viene da dire: se queste sono le premesse… limpidezza completa di un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli appena accennati. Il naso è evanescente di un floreale delicato e sentori minerali. Al gusto acidità citrina tagliente con un corpo che delude alquanto dopo le premesse dell’olfatto, salinità finale.

Chablis ’14 – stessa limpidezza paglierina con luminosità lievemente dorata, al naso sentori di fiori bianchi e fieno, acidità che ritroviamo in bocca con più corpo del precedente, notevole acidità di pompelmo, e una salinità che  ricorda il sale marino.

Chablis ’14 Premier Cru – identica limpidezza con riflessi verdognoli più accentuati e grande luminosità. Si colgono profumi balsamici, pietra focaia e rucola bilanciate dalle note agrumate  e salmastre. In bocca è di corpo, consistente, balsamico, con  frutti acerbi  e ritorna il sapore di rucola unito alla salinità. Grande persistenza.

L'oro dello CHABLIS

L’oro dello CHABLIS

Chablis  2011 Grand Cru – colore limpido e luminosità verde/oro  appena  più accentuata dei precedenti, nonstante l’età.  Al gusto si percepisce una nota dolce che scompare dopo poco tempo, evidenziando balsamicità, pesca, freschezza in grande armonia con acidità e salinità. Ottima persistenza.

Chablis Pic Premiere 2002 – gli anni non hanno scalfito il giallo paglierino arricchito da riflessi oro vecchio e la luminosità. Profumi esplosivi e complessi che si liberano in sequenza fino alla nocciola tostata, al fumè e un sentore di vongole ed ostriche che ne destinano  facilmente l’abbinamento.

Degustazione di grande valenza didattica che spiega perfettamente cosa vuol dire terroir..

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Mar 14 2016

Corso ONAV Val d’Agri

Category: Newsjaco @ 17:53
La Sala delle lezioni

La Sala delle lezioni

Prosegue brillantemente il Corso ONAV per Assaggiatori di vino iniziato a Viggiano con l’adesione di di oltre 40 enoappassionati.  L’adesione degli allievi è andata oltre ogni più rosea previsione con il fattore non secondario di una notevole presenza di giovani. I corsi si tengono in una sala dell’Hotel dell’Arpa, la cui professionale organizzazione ha notevolmente agevolato il lavoro di logistica e coordinamento svolto dalla dinamica Delegata regionale Antonietta Facciuto. In futuro sarebbe intenzione dell’ONAV di organizzare degustazioni ed eventi in questa struttura, il cui proprietario ha dichiarato, come sempre si deve dire, la propria disponibilità ad accogliere in futuro la sede definitiva della Sezione ONAV Potenza.

Degustazioni ONAV Basilicata

Degustazioni ONAV Basilicata

Già dalle prime lezioni si è consolidato un affiatato gruppo di giovani appassionati animati da grande entusiasmo che seguono con attenzione curiosità le lezioni dei docenti e che si sono dimostrati ansiosi di apprendere e confrontarsi con la complessa materia dell’enologia. In questo campo la competenza si costruisce col tempo e la costanza, restando pronti al confronto. Ma soprattutto con umiltà e disponibilità ad accettare opinioni e pareri diversi dalle proprie convinzioni, sempre difficile da modificare.

Oggi il consumo di vino si è notevolmente contratto ma questo non significa che l’interesse per il nettare di Bacco sia diminuito; invece oggi si beve meno perché si beve meglio, in modo più consapevole ed il consumatore è diventato sempre più esigente nello scegliere vino di qualità.  Bere vino non è una necessità perché il vino non è nutrimento del corpo ma nutrimento dell’anima. Una diffusa conoscenza del corretto modo di avvicinarsi a questa bevanda sarà di grande impulso alla crescita culturale correlata al vino in Val d’Agri, dove di solito  si  è abituati a considerare l’aspetto alimentare del vino, trascurando il lato edonistico , culturale e piacevole che gli sono connaturati.

Dove c’è vino,  c’è cultura – Hubert  de Montille

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Feb 21 2016

Al via il II Corso ONAV Val d’Agri

Category: Newsjaco @ 12:42
I lezione del II corso ONAv Val d'Agri

I lezione del II corso ONAv Val d’Agri

Ha preso il via a  Viggiano, ieri 20 febbraio alle 18,00  il secondo corso ONAV per Assaggiatori di Vino organizzato dal Consorzio DOC Terre Alta Val d’Agri con il sostegno del Comune di Viggiano, da sempre impegnato nella valorizzazione dei prodotti tipici del terrtorio e nell’educazione dei cittadini al bere consapevole.

Molto soddisfacente, oltre ogni più ottiimistica previsione, l’adesione di appassionati,provenienti dai vari comuni della valle,  che frequenteranno il corso e che ha avuto la collaborazione dei soci del Consorzio, interessati alla valorizzazione delle qualità proprie dei prodotti viticoli della valle, e che si inquadra nella prosecuzione del lavoro intrapreso dagli Enti locali con il progetto Basivin-Sud.(leggi qui)

La prima lezione ha avuto luogo presso il salone dell’Hotel dell’Arpa, dove, dopo il saluto dell’Assessore Varalla,  la Delegata regionale, Antonietta Facciuto ha spiegato gli obiettivi e le funzioni dell’ONAV, ed ha intrattenuto gli allievi con una lezione introduttiva, parlando della storia e del corretto rapporto del vino con il piacere di berlo.

Degustazione finale di un vino (ovviamente) DOC Terre dell’Alta Val d’Agri dell’Azienda Di Fuccio.

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