lug 24 2010

Emozioni di fronte ai patriarchi della vite

Category: Newsjaco @ 16:30
Vite di Tintora a Tramonti (SA)

Vite pluricentenaria di Tintora - Az Monte di Grazia

Viti e uva di Tintore di oltre trecento anni! In una appassionata ed emozionante visita ai vigneti dell’azienda Monte di Grazia di TRAMONTI, in Costa di Amalfi, abbiamo avuto modo di commuoverci di frante a vere e proprie reliquie della viticoltura. Alfonso Arpino, il fortunato proprietario che coltiva, ma vorremmo dire accudisce, le viti ultra centenarie di Tintora, Ginestra, Pepella e Per’e Palummo, ci ha messo di fronte ad una viticoltura autentica ed essenziale che si ritrova nella memoria storica degli antichi vignaioli del sud Italia.

Il titolare dell'Az Monte di Grazia

Il titolare dell'Az Monte di Grazia davanti ad una delle sue "creature"

Le viti di Tintore, beneficiando del suolo vulcanico delle colline di Tramonti, vegetano da ben oltre i secoli passati, e sono riprodotte con il sistema della propaggine. La propaggine consiste nell’allevare  un pollone dalla base ed interrarlo per portarlo ad uscire dove si vuole una nuova vite; quando avrà emesso sue radici, si potrà staccare dal suo tutore, creando così un individuo esattamente identico alla vite originaria. Tutto ciò è possibile perchè alla base della vite franca non c’è il portainnesto americano.

Sistema di propagazione per Propaggine

Il Sistema di propagazione per Propaggine

Questo  consente di avere sempre lo stesso clone, tramandato non dall’innesto e non svilito dal portainnesto americano,  ma riprodotto sempre da se stesso e mantenuto in vita da un apparato radicale che sicuramente si estende per decine di metri, dal momento che anche la parte aerea della vite è altrettanto sviluppata.

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feb 07 2010

I Vitigni Autoctoni: la Nuova Frontiera per i vini di qualità.

Category: Newsjaco @ 23:46
Locandina progetto BASIVINSUD del CRA

Locandina progetto BASIVINSUD del CRA

Sabato 14 Novembre, presso l’Hotel dell’Arpa di Viggiano il Consiglio Superiore per la Ricerca in Agricoltura (CRA) ha presentato un primo quadro del materiale raccolto durante quattro anni di lavoro mirato alla conoscenza di antichi vitigni autoctoni.

Su trecentosessanta individui prelevati da vigneti secolari della ragione nel corso di quattro anni di ricerche, è emerso un patrimonio viticolo molto diversificato che lascia ben sperare ai fini dell’ottenimento di nuovi vini fortemente tipicizzati.

Le principali varietà sono risultate quelle originarie delle regioni limitrofe, confermando l’unicità del territorio meridionale:  primo fra tutti, naturalmente, è l’Aglianico autoctono, presente in ben 18 occorrenze, seguito dall’Asprinio, dal Fiano, dal Greco, dal Guarracino ed anche dall’Uva di Troia, dal Primitivo o dal Gaglioppo.

Molto significativi sono invece circa 20 cloni per i quali non è stato possibile risalire a nessuna varietà registrata: è su questi che si concentrerà la prossima fase della ricerca, per conoscere le qualità e le attitudini di questi vitigni.

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nov 15 2009

BASIVIN SUD: Ricerca di Vitigni Autoctoni e vini di Basilicata

Category: Newsjaco @ 22:17

IL PROGETTO BASIVIN SUD

Ricerca di vitigni autoctoni in Basilicata

Ricerca di vitigni autoctoni in Basilicata

Dopo quattro anni di ricerche nei vecchi vigneti della Val d’Agri, finalmente siamo giunti alla fase operativa per la conoscenza e la propagazione di antichi vitigni autoctoni.

Sabato 14 Novembre, presso l’Hotel dell’Arpa di Viggiano ed al cospetto di un ricco buffet di prodotti tipici lucani, con i quali sono stati degustati i vini DOC Terre dell’Alta Val d’Agri di vari produttori, sono stati resi noti i primi risultati del vasto programma di ricerca voluto dal Comune di Viggiano, in collaborazione con il CRA UTV – Centro di Ricerche in Agricoltura – e con L’ALSIA., – l’Agenzia Lucana di Sviluppo in Agricoltura.

Il progetto è nato nel 2004 con il nome di BASIVIN SUD.

Obiettivo primario della ricerca è stato il tentativo di identificare i “lagarina vina” non procul Grumento nascentia, secondo Plinio, e decantati dalla guarnigione di Messala Potito, ivi dislocata.

Il Presidente del CRA, Sen. Romualdo Coviello, il Prof. Donato Antonacci, responsabile del progetto con il dott. Angelo Caputo, e la Dott.sa Marica Gasparro che ha eseguito i complessi esami di analisi e monitoraggio del materiale raccolto, hanno descritto al folto pubblico intervenuto i risultati derivati dall’accertamento dei test ELISA e del DNA di ben 346 vitigni semi sconosciuti raccolti in vecchi vigneti della Basilicata.
Vedi http://www.organicwine.it/it/il-vigneto-secolare.htm

Di tutte le varietà monitorate e collezionate, è stato possibile risalire a varietà note e registrate per circa il 70 % di essi. Questi vitigni sono coltivati in zona da molti anni ma sono conosciuti con nomi diversi e sono quasi tutti riconducibili a vitigni autoctoni di regioni limitrofe (Aglianico, Fiano Greco, Asprinio, Uva di Troia, Primitivo, Negro Amaro, Barbera, Montepulciano) oppure a vitigni internazionali (Cabernet S., Merlot) .

Per circa 35 vitigni, invece, le caratteristiche ampelografiche e descrittive non hanno permesso di risalire a varietà note e pertanto su queste si concentreranno gli sforzi futuri per scoprire nuove varietà autoctone che possano garantire caratteristiche uniche ed originali ai vini Lucani.

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