Dic 13 2016

Finalmente l’Aglianico del Vulture DOCG

Category: Newsjaco @ 12:26
Aglianico del Vulture DOCG

Aglianico del Vulture DOCG

Bella serata di degustazione quella trascorsa il 9 us. presso il Salone del Grande Albergo di Potenza, in occasione della quale sono state presentate le prime uscite dell’Aglianico del Vulture DOCG Superiore.
Finalmente questo grande vitigno tipico della Basilicata ottiene il suo giusto riconoscimento con la sigla DOCG con la quale dovrebbe esprimere tutte le sue potenzialità al massimo livello qualitativo.
Sette delle migliori aziende del Vulture hanno presentato per la prima volta ai tecnici ed al mercato le proprie emissioni di Aglianico del Vulture Superiore ed è stata una bella soddisfazione assaggiare un ventaglio di vini di qualità veramente notevole, nella quale sono emerse le notevoli possibilità di crescita di questo potentissimo vitigno.
Il primo vino alla mescita è stato l’Eleano 2013, dal colore ancora giovane, alquanto tenue, come tenui e sottili sono i profumi che giungono al naso, ma ben percepibili, dominati da sentori di more e spezie. In bocca è fine, speziato, persistente.
Il secondo  vino assaggiato è Le Drude 2012, dell’Azienda Agricola La Luce. Scuro ed impenetrabile, spesso, ha una sua rudezza che ci riporta ai vini più originali. Molto sapido, si percepisce un tannino giustamente giovane con sentori terrosi, muschiati, che ancora si devono affinare.
Quindi assaggiamo il Martino DOCG 2011, alla vista rosso giovane e brillante, fine, è esitante nell’esprimere gusto e profumi, i quali vengono fuori alla distanza, con un ricco ventaglio aromatico e gusto pieno, balsamico, con spezie e confetture ed una nota iodata molto tipica. Bella stoffa e persistenza.
È la volta dello Stupor Mundi 2011 dell’Azienda Carbone Vini dal colore luminoso, rosso ancora giovane. Notevoli emissioni olfattive di frutti rossi, ribes, empireumatico, ricchezza di sensazioni che ritroviamo al gusto con tannini ben levigati, integrati in una complessità notevole.
Viene servito quindi il Basilisco 2012, della stessa Azienda che esibisce una potente espressione di Aglianico, dal colore intenso ma luminoso e pulito, intensità che ritroviamo anche al naso con bouquet complesso e sentori iodati e speziati, caratteristici, corrispondenti anche al gusto franco, leggermente amaro, asciutto e di corpo.
Si serve ora il Serpara 2011 di Terra degli Svevi, dal colore vivace e brillante con profumi tipici balsamici e speziati. Il vino evolve bene con gusto pieno, che conserva una certa rotondità e morbidezza. Di buona stoffa.
Chiude la degustazione La Firma 2012 della Cantina del Notaio, dal colore rosso porpora impenetrabile. I sentori  floreali si alternano con profumi terrosi e balsamici, poco integrati con il gusto rotondo e di lampone e confettura che si evidenzia in bocca.

Nel complesso, ripetiamo, la percezione del notevole livello qualitativo che ci fa ben sperare per un futuro roseo del nostro vitigno.

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